“Ottimo lavoro. Però…” — quando la lode indebolisce il feedback

Ufficio, revisione di una soluzione completata. Helena ha bisogno che Jonas faccia una modifica importante, ma apre e chiude la conversazione con molti complimenti.

— Hai fatto davvero un ottimo lavoro. C’è solo una piccola cosa da sistemare.
— Va bene.
— Per il resto è eccellente. Davvero.

Helena è certa di aver comunicato una modifica necessaria. Jonas esce convinto che sia un ritocco marginale.

Cosa ti offre Empatyzer?

Dare e ricevere feedback è una delle competenze più difficili, ed è meglio impararla in condizioni sicure. La coach virtuale ti permette di testare diversi scenari di conversazione prima che accadano nella realtà. È una formazione on-demand sulla comunicazione interpersonale che toglie peso a dubbi e paure. Eviti tensioni inutili e costruisci un clima di rispetto.

Guarda il video su YouTube

Cosa è successo davvero

Helena vuole evitare che una correzione oscuri tutto il buon lavoro fatto da Jonas. Così apre con un elogio, definisce la critica “una piccola cosa” e chiude con un altro elogio. Jonas trae una conclusione ragionevole dalle proporzioni del messaggio: se quasi tutto è eccellente e il problema è stato descritto come piccolo, la modifica non può essere critica. Helena stava cercando di proteggere la relazione, ma così facendo ha ridotto la chiarezza della priorità. Il problema non è la lode in sé. Il problema è mescolare la valutazione complessiva della qualità con l’urgenza di una correzione obbligatoria.

Cosa dice la ricerca

Il popolare schema lode–critica–lode, il cosiddetto “feedback sandwich”, è sostenuto dalla ricerca molto meno di quanto suggerisca la sua diffusione. In uno studio ha migliorato la percezione dei partecipanti, ma non ha prodotto prove di una migliore performance nel compito (Parkes, Abercrombie & McCarty, 2013). Anche le revisioni sul feedback mettono in guardia dalle regole rigide per bilanciare lodi e critiche, perché possono ostacolare la discussione dell’azione che deve davvero cambiare (Molloy & Boud, 2019). La conclusione non è che la lode sia negativa. È che la valutazione positiva e la correzione richiesta devono essere distinte chiaramente.

Come affrontarlo

Helena potrebbe dire: “Nel complesso è un lavoro molto buono. Prima del lancio, però, c’è una modifica indispensabile: X deve cambiare”. Il riconoscimento resta autentico, mentre Jonas sa esattamente che cosa deve fare e quanto è importante. Aiuta anche chiudere con un accordo concreto: “Quindi, prima di inviarlo, cambi X; tutto il resto resta così”. La regola generale è: non usare un tono caldo per ridurre il peso apparente di un’informazione che l’altra persona deve capire per agire.

Come possono aiutare Empatyzer ed Em

Empatyzer può mostrare a Helena che la sua naturale attenzione alla relazione rischia involontariamente di rendere il messaggio meno chiaro per Jonas. La diagnosi e il confronto dei profili possono indicare che lei tende ad ammorbidire la comunicazione mentre lui si affida molto al peso letterale delle parole. Prima della conversazione di feedback, Em può suggerire una struttura che conservi l’apprezzamento ma lo separi dalla modifica necessaria: “Il lavoro complessivo è buono; prima del lancio resta una cosa obbligatoria: X”. Jonas riceve esattamente ciò che gli serve per agire senza costringere Helena ad abbandonare il proprio stile naturale. Se nel team il feedback viene spesso diluito o, al contrario, reso inutilmente tagliente, i dati di gruppo possono rendere visibile lo schema. Le microlezioni allenano la distinzione tra calore del tono e chiarezza della priorità finché diventa un’abitudine manageriale.

Fonti e ricerche

  1. Jay Parkes; Sara Abercrombie; Teresita McCarty (2013). Feedback sandwiches affect perceptions but not performance. Advances in Health Sciences Education, 18(3), 397-407. https://doi.org/10.1007/s10459-012-9377-9 DOI: 10.1007/s10459-012-9377-9
  2. Elizabeth Molloy; Rola Ajjawi; Margaret Bearman; Christy Noble; Joy Rudland; Anna Ryan (2020). Challenging feedback myths: Values, learner involvement and promoting effects beyond the immediate task. Medical Education, 54(1), 33-39. https://doi.org/10.1111/medu.13802 DOI: 10.1111/medu.13802

Autore: Empatyzer

Pubblicato:

Aggiornato:

 

""