“Quando avevo la tua età…” — un consiglio che suona come un confronto

Ufficio, discussione su una scadenza a rischio. Olek chiede a Marek aiuto per trovare una via d’uscita dalla situazione.

— Non so come risolverla senza far saltare la scadenza.
— Quando avevo la tua età, nessuno ci teneva per mano. Lavoravamo finché non era finito.
— Capito.

Marek vuole aiutare usando la propria esperienza. Olek comincia a sentire un confronto con il passato di Marek invece di un aiuto per il problema presente.

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Cosa è successo davvero

Olek arriva con un problema concreto: la scadenza è a rischio e ha bisogno di aiuto per decidere a che cosa rinunciare. Marek vuole aiutarlo e quindi attinge alla propria esperienza. Per Marek, la storia “anch’io ho avuto momenti difficili e ce l’ho fatta” vuole essere un sostegno e una prova che la difficoltà si può superare. Olek sente un altro messaggio: “Io alla tua età ce l’ho fatta, quindi dovresti riuscirci anche tu”. Il ricordo del mentor comincia a funzionare come confronto invece che come strumento per risolvere il problema attuale. L’errore chiave è che Marek dà un consiglio prima di capire che tipo di aiuto Olek stia realmente chiedendo.

Cosa dice la ricerca

La nostra esperienza personale è molto disponibile alla memoria, quindi è facile sopravvalutare quanto si adatti alla situazione di un’altra persona. Da tempo la psicologia mostra che tendiamo a considerare le nostre reazioni e scelte più tipiche di quanto siano in realtà: false consensus effect (Ross, Greene & House, 1977). Gli studi sui consigli mostrano inoltre che attribuiamo un peso sproporzionato alla nostra prospettiva perché conosciamo tutte le ragioni del nostro giudizio, mentre sappiamo molto meno delle ragioni dell’altra persona: egocentric discounting (Yaniv & Kleinberger, 2000). Nulla di questo rende negative le storie personali. Il problema nasce quando l’autobiografia sostituisce la comprensione della situazione dell’altro.

Come affrontarlo

Prima di dare un consiglio, basta una domanda semplice: “Di che cosa hai bisogno da me adesso: un’idea, una decisione, la mia esperienza in una situazione simile o qualcuno con cui ragionare sulle opzioni?”. Se la propria storia è davvero rilevante, può essere presentata come una possibilità e non come uno standard: “Una volta per me ha funzionato X, ma la tua situazione può essere diversa. C’è qualcosa di utile per te in quell’esperienza?”. La regola generale è: l’esperienza di un mentor è una risorsa, non un metro con cui misurare la situazione di un’altra persona.

Come possono aiutare Empatyzer ed Em

Empatyzer può aiutare Marek a usare la propria esperienza in un modo che aiuti davvero Olek invece di trasformarla involontariamente in un test della sua maturità. La diagnosi può mostrare differenze nei motivatori, nel bisogno di autonomia e negli stili con cui si chiede aiuto. Confrontando i profili, Em può suggerire a Marek di fare prima una domanda breve: “Di che cosa hai bisogno da me: della mia esperienza, di una decisione o di aiuto per scegliere tra le opzioni?”. La sua storia può così diventare una risorsa invece di un “io ce l’ho fatta, quindi devi farcela anche tu”. Em può anche aiutare Olek a nominare con più precisione il sostegno di cui ha bisogno. Se lo stesso stile di mentoring compare più ampiamente, i dati di team possono renderlo visibile. Le microlezioni rafforzano la regola che il consiglio migliore comincia dal capire il problema dell’altra persona, non dal ricordare il proprio.

Fonti e ricerche

  1. Ross, L., Greene, D., & House, P. (1977). The “false consensus effect”: An egocentric bias in social perception and attribution processes. Journal of Experimental Social Psychology, 13(3), 279–301. https://doi.org/10.1016/0022-1031(77)90049-X DOI: 10.1016/0022-1031(77)90049-X
  2. Lee Ross (1977). The Intuitive Psychologist and His Shortcomings: Distortions in the Attribution Process. Advances in Experimental Social Psychology, 10, 173-220. https://doi.org/10.1016/S0065-2601(08)60357-3 DOI: 10.1016/S0065-2601(08)60357-3
  3. Ilan Yaniv; Eli Kleinberger (2000). Advice taking in decision making: Egocentric discounting and reputation formation. Organizational Behavior and Human Decision Processes, 83(2), 260-281. https://doi.org/10.1006/obhd.2000.2909 DOI: 10.1006/obhd.2000.2909

Autore: Empatyzer

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