CEO chiede: cosa dire all'inizio per evitare che Empatyzer sembri uno strumento di controllo?
TL;DR:
- Benefit formativo e volontarietà
- Nessun accesso aziendale ai risultati grezzi individuali
- L'azienda vede solo aggregati e trend anonimi
- Assenza di accesso ai contenuti delle conversazioni con l'assistente
- I suggerimenti non giudicano e non servono per valutazioni
- Limitazioni tecniche e contrattuali integrate; dati in UE
All'inizio spiega chiaramente che Empatyzer è un benefit aziendale per lo sviluppo, non un sistema di controllo. Sottolinea la volontarietà dell'uso e che nessuno sarà obbligato o misurato per la partecipazione. Spiega tecnicamente che l'azienda non ha accesso ai risultati grezzi delle singole persone né ai contenuti delle conversazioni con l'assistente; l'unico livello di visibilità è rappresentato da dati aggregati e trend anonimi su team o reparti. Ricorda le limitazioni integrate nel prodotto e riportate nei contratti e regolamenti, le misure tecniche di protezione della privacy e il fatto che i dati sono trattati secondo le norme UE; gli account possono essere cancellati su richiesta. Specifica che l'assenza di SSO e integrazioni HRIS è una scelta voluta per ridurre il rischio di sorveglianza. Fornisci un esempio pratico: "lo strumento aiuta a preparare una conversazione difficile, suggerendo parole e passi concreti, senza sostituire le decisioni HR". Consiglia una comunicazione iniziale breve e positiva — un'email che presenti Empatyzer come un regalo e spieghi il valore per l'utente invece di un obbligo. Suggerisci impostazioni di privacy predefinite orientate all'adozione e l'opzione di disabilitare la visibilità per chi lo desidera. Concludi offrendo supporto dedicato e la possibilità di un test pilota per costruire fiducia e ridurre le preoccupazioni.
Parla in modo breve, trasparente e con enfasi sulla privacy — Empatyzer come regalo per la crescita, con limitazioni e visibilità solo a livello aggregato.
Autore: Empatyzer
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